6. L’indagine: i coniugi Rivetti

Martedì 23 luglio ore 10,13.

«Pronto signor Rivetti la chiamo dalla caserma dei Carabinieri di Carrù », esordisco in modo molto professionale. «Sì, mi dica, in cosa posso esserle utile?», ribatte il Rivetti. «La ringrazio per la disponibilità – continuo – stiamo indagando sul cadavere rinvenuto domenica mattina in piazza Caduti, sappiamo che lei era in volo con sua moglie, per realizzare un documentario e le chiedo se è possibile convocarvi già in giornata per acquisire elementi e informazioni utili».

Ore 14,03. Filippo Rivetti e Graziella Finardi, sposi novelli ed entrambi sulla quarantina d’anni, direi molto ben portati, entrano in caserma, schivando a fatica la folla di curiosi e giornalisti. Dopo aver verificato, come da prassi, la loro identità ci accomodiamo nell’ufficio grande. «Buongiorno e grazie per la vostra presenza», dice il maresciallo Bresciano. «Ci tengo a precisare che questo non è un interrogatorio, ma solo una informale chiacchierata per cercare di fare luce su questo delitto».

«Non c’è problema – replica la signora Graziella –, siamo lieti di potervi aiutare. Oltre a raccontarvi cosa abbiamo visto (nulla di utile… nota di Bonetti), abbiamo centinaia di foto e anche alcune riprese video realizzate domenica mattina, sono tutte qui, in questa schedina SD».

«Bonetti!». «Comandi maresciallo». «Mandane una copia via mail al sostituto procuratore e provvedi immediatamente, insieme all’appuntato, alla visione di cosa contiene». «Possiamo congedarci?», ci domanda il si­gnor Filippo. «Ci trovate comunque sino a sera nei pressi della statua di Giuseppe Saragat, in piazza Municipio».

Nove filmati in alta risoluzione della durata di circa 5 minuti cadauno e 1.562 foto che coprono l’arco temporale compreso tra le 4,45 e le 6,58 di domenica 21 luglio, scrivo sul rapporto, tutto ovviamente da controllare entro le 17 per la riunione col sostituto procuratore.

Lascio le foto all’appuntato e mi concentro sui 9 filmati. L’alta qualità delle immagini, nonostante la scarsa illuminazione, lascia intendere l’impiego di attrezzatura professionale. Al minuto 3.02 del secondo filmato (corrispondenti circa alle 5.18, ovvero in concomitanza più o meno con la caduta del corpo), si intravede un oggetto volante, forse l’ultra­leggero citato da Carlo il pilota di mongolfiere, dirigersi in direzione Nord (e verso l’alto) a forte velocità. A una prima visione sembra un uccello, ma ingrandendo l’immagine non si hanno dubbi sull’origine “artificiale” dell’oggetto.

Mi sposto nell’ufficio dall’appuntato per cercare qualche riscontro nelle fotografie che sta esaminando. Individuiamo in un paio quello che riteniamo lo stesso oggetto, ma con una specie di serbatoio, di grossa sacca legata sulla pancia. Sembra quasi fermo, ma la forma è strana: si intravedono più eliche, pare un gigantesco drone. Cavolo sono quasi le 17, dobbiamo spostarci nell’ufficio del maresciallo per relazionare al sostituto procuratore e sentire le sue novità sul caso.

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