5. L’indagine: le mongolfiere




Come è morto Giovanni Leone? È stato assassinato? Di certo si sa solo che il suo cadavere era in piazza Caduti a Carrù. Ma qual è il suo collegamento con la “città dei Presidenti” (come ormai è noto turisticamente il nostro paese, a causa delle sue statue)? L’uomo proviene da Crescentino e le indagini dei Carabinieri (narrate in prima persona da Bonetti vanno avanti). Alcuni piloti di mongolfiere quel giorno hanno sorvolato quell’area: magari sanno qualcosa.

Martedì 23 luglio ore 4,05.

Il maresciallo Bresciano sta sonnecchiando sul sedile lato passeggero della Punto mentre ci avviamo verso il primo “campo volo”nella zona del Beinale. Ci saranno una decina di persone, tra passeggeri, piloti e assistenti vari. Fino all’alba non si può decollare, ma la preparazione e il “gonfiaggio” del pallone richiedono oltre un’ora di preparativi. Nel buio le “fiammate” che scaldano l’aria sono la magia, sono il centro dell’attenzione. Sembra di tornare indietro nel tempo, quando i primi pionieri provavano a librarsi nel cielo vincendo la forza di gravità. Dopo i convenevoli iniziamo a scambiare due chiacchiere con Carlo, un pilota.

«Mi spiace, maresciallo – ci racconta –, ma domenica eravamo tutti in Toscana per una gara, non saprei proprio come aiutarla». La nostra conversazione è disturbata da un ronzio, come di un’elica. «Cos’è questo rumore?», domando curioso. «Probabilmente è un ultraleggero a motore – ci spiega Carlo – stranamente da qualche settimana passa in zona anche prima dell’alba. Lo sentiamo andare in direzione Sud Ovest, verso la Costa Azzurra, ma non sappiamo chi lo pilota né da dove proviene». «Che ne dici Bonetti?», mi chiede il maresciallo. «Dico che è meglio che andiamo, o non facciamo in tempo per gli altri appuntamenti».

Ci congediamo e ci spostiamo verso la zona industriale di Mondovì. La mongolfiera è praticamente pronta per il decollo, con il pallone quasi completamente gonfio. Tenuta a terra solo dalle zavorre e dalle corde di sicurezza. Johan, il pilota ci conferma che, pur essendo in volo domenica all’alba e averci visto dall’alto in piazza Parrocchia, non ha elementi utili da fornirci. «Avevo un piccolo problema al controllo del bruciatore – ci racconta – ed ero concentrato sulla guida, dall’alto non ci siamo assolutamente resi conto di cosa fosse accaduto. Non ho difficoltà a fornirvi i nomi dei due passeggeri, marito e moglie, i signori Rivetti, che per altro sono di Cuneo e approfittavano della gita in mongolfiera per realizzare un documentario fotografico amatoriale. Forse loro hanno visto, sentito o fotografato qualcosa in più».

Prendiamo nota e ci spostiamo per il terzo incontro che purtroppo non ci fornisce ulteriori indicazioni. «La sola speranza sono i coniugi Rivetti», mi accenna il maresciallo. «Ormai sono le 8 passate, sosta in paese, ci prendiamo un caffè prima di rientrare in caserma. Parcheggio nelle vicinanze della statua di Luigi Einaudi, di fronte alla sua casa natale. Il mio smartphone attiva automaticamente l’app “Carrù la città dei Presidenti” e mi chiede in quale lingua voglio ascoltare la biografia. La disattivo e sorrido mentre entro nel bar. «Buongiorno, due caffè per cortesia e che ci rimettano in “bolla con il mondo” »,chiedo alla barista.a.

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