20. Finte caramelle

Lunedì 29 luglio ore 15,22.

Siamo riuniti nell’ufficio grande.

«È troppo rischioso – commenta il capitano Ligesti – far credere che le pasticche sono ancora nelle mani dei trafficanti per attirare gli spacciatori in trappola, non è credibile».

«Al prezzo di ingrosso tutto il carico vale almeno un paio di milioni di euro, che sappiamo già pagati in anticipo – ribatto per rafforzare la mia folle idea – Secondo me, se la impostiamo bene, potrebbe anche funzionare. Fondamentale ovviamente la collaborazione del De Factis».

«A tal proposito – interviene il sostituto procuratore – è già in viaggio su un’auto civile per non destare sospetti, sarà qui a minuti. D’altronde far uscire i francesi dalle acque internazionali è l’unica maniera per poterli arrestare».

Il De Factis arriva alle 16.03, è un uomo visibilmente turbato, pieno di tic nervosi. Secondo me, non vede l’ora di liberarsi la coscienza e raccontarci tutto.

«Ho conosciuto il defunto Leone qualche anno fa – inizia – : la Df soft srl aveva dei problemi finanziari e lui mi presentò dei suoi amici svizzeri che entrarono in società. Mi resi conto troppo tardi che il loro obiettivo era il furto del drone per usi illegali. Utilizzavano la mia proprietà a Stresa come base e lì purtroppo Leone è morto per un malore mentre riempiva il serbatoio. Lo abbiamo legato al drone con l’obiettivo di scaricarlo al posto delle pasticche e nascondere il corpo, ma cosa in realtà è successo lo sapete anche voi».

«Lei ha contatti con i francesi?», domanda il capitano Ligesti. «Sì, li conosco personalmente – risponde De Factis –. Utilizziamo un canale Telegram con parole in codice. Sono molto arrabbiati per la perdita del carico».

«Bene, se lei è disposto a collaborare – riprende il capitano – il giudice ne terrà conto».

«Faremo credere agli spacciatori – dice il sostituto procuratore – che, sospettan­do un’imboscata, il drone trasportasse finte pasticche, mentre quelle vere sono ancora in possesso di De Factis. La consegna può essere effettuata a Carrù questa notte alle 2 di fronte alla statua del presidente Giorgio Napolitano, proprio all’inizio di viale Vitto­rio Veneto. Prendere o lasciare».

«Bonetti, esca dalla caserma in borghese e rilasci una dichiarazione “non ufficiale” ai media, conto su di lei». Mentre lascio la stanza, vedo il De Factis armeggiare col cel­lulare sotto l’occhio vigile del capitano.

«Un fallimento, l’operazione è stata un fallimento – parlo a ruota libera mentre i giornalisti mi accerchiano –, il drone trasportava solo innocue caramelle».

«Ma il malore del Gianotti, che si era ingurgitato di pasticche?», mi incalza l’inviato Rai. «Colpa del diabete – ribatto –, un eccesso di zuccheri. Ne avrà mangiate a decine».

Mi squilla provvidenzialmente il cellulare. È Torrelli della Filodrammatica che mi ricorda la prima di “Aria ‘d Carù II” di giovedì prossimo al teatro Vacchetti.

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