18. Acqua e cielo




Grazie alla soffiata anonima dal Nord Piemonte, si passa all’azione. I Carabinieri organizzano un appostamento per “abbattere” il drone che trasporta sostanze stupefacenti e attraversa anche Carrù. Deve essere implicato per forza con il cadavere di Giovanni Leone, trovato in paese proprio sotto la sua traiettoria.

Domenica 28 luglio ore 5,03.

Divieto di sosta e di transito anche pedonale fino alle ore 8 per urgenti e inderogabili lavori all’acquedotto comunale. Ecco la buona idea che ci è venuta per “isolare” piazza Parrocchia, via Roma, via Mazzini, via Cavour e i vicoli nelle immediate vicinanze senza creare inutili allarmismi. Una squadra di colleghi è su una piattaforma, proprio a fianco della chiesa, con una rete metallica che sarà lanciata al momento opportuno per catturare il drone. Il maresciallo Bresciano è con il suo fucile Mauser 66 SP sul campanile, pronto a fare fuoco in caso di necessità. I coniugi Rivetti con il capitano Ligesti sono sulla mongolfiera di Johan per intercettare e deviare il drone. Io mi apposto sotto i portici di fronte alla chiesa. Ci è imposto il silenzio radio, solo il capitano lo può interrompere per dare ordini. I minuti passano lenti, non si sente volare una mosca, il cielo è limpidissimo, appena illuminato dai primi bagliori del giorno

«Lo abbiamo avvistato tenetevi pronti, ora è in piazza Divisione Alpina Cuneense, sopra la statua del presidente Gronchi», gracchia improvvisamente Ligesti dalla radio di servizio.

Pochi attimi ed eccolo apparire proprio sulla verticale della statua del Presidente Leone. È veramente enorme, silenziosissimo, appena appena si sente il rumore delle sue eliche. Inizia a scendere lentamente.

40 metri, 30, 25, 20, 15… sento netto il rumore metallico dei moschettoni che si aprono e sganciano la rete. Il drone ha un sobbalzo e si sposta lateralmente di qualche metro. I suoi sensori hanno rilevato la massa metallica e attivato i sistemi di autodifesa. La rete cade fragorosamente a terra senza colpirlo. Le eliche iniziano a girare vorticosamente alzando rumore e polvere, il drone sta riprendendo quota per fuggire.

Pam!, parte il primo colpo del Mauser, Pam! il secondo. La macchina volante si piega di lato e infila la scalinata del castello. Pam! Un terzo colpo e il drone è a terra ormai agonizzante.

Il suo carico di pastiglie sta rotolando verso via Stazione. Il maresciallo Bresciano, nell’agitazione del momenti, colpisce col calcio del fucile una campana che emette un rintocco sordo e fortissimo. Tutti gli abitanti della piazza, allarmati dai rumori e dai colpi di fucile, sono affacciati alle finestre, qualcuno urla. Finalmente posso uscire dai portici per tranquillizzarli. I colleghi armati di estin­tori si avvicinano con cautela al drone per spegnere sul nascere eventuali incendi, ma per fortuna non succede nulla.

«Missione compiuta, capitano», comunico via radio.

“Compiuta ma non del tutto”, penso tra me e me. “Chi ha caricato il corpo di Giovanni Leone sul drone e chi è responsabile del traffico di droga?” Le indagini non posso di certo fermarsi qui.

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