Domenica 21 luglio, ore 5,27,
il telefono suona. Sarà un tamponamento o il solito ubriaco che è uscito di strada, di certo non può essere una buona notizia: le buone notizie non arrivano mai prima dell’alba.
«Pronto! Caserma dei carabinieri di Carrù? Sono Artusi, il vicesindaco – mi dice con voce agitata il mio interlocutore –, c’è un uomo morto in piazza Caduti». «Ne è sicuro? Non è solo addormentato?», chiedo per sicurezza. «Sì sono sicuro, non respira, da come è messo sembra caduto da un tetto». «Non tocchi nulla, contatti anche il 118 e tenga lontano eventuali curiosi, arriviamo subito».
Sveglio il maresciallo Bresciano, avviso la centrale e in meno di 10 minuti siamo sul posto. L’aria frizzante è un piacevole strascico del temporale della sera precedente e l’asfalto ancora bagnato riflette il sorgere del sole. Il corpo, disteso prono a meno di due metri dalla statua in bronzo del presidente Leone, è alto circa 170 cm, di carnagione bianca, con capelli chiari, apparentemente può avere 55-60 anni, è vestito con una camicia a righe di buona fattura, un giubbotto senza maniche e un paio di jeans. Le scarpe, un paio di mocassini marroni, sembrano nuove.
È deceduto, non c’è dubbio. Iniziamo a scattare fotografie e a interrogare i pochi presenti nell’attesa che arrivino i colleghi del Nucleo Investigativo per i dovuti accertamenti. Sul luogo, oltre al vicesindaco, che era uscito per portare fuori il cane e ha toccato quell’uomo sul collo per sentirne l’eventuale battito, si trovano alcuni abitanti della piazza svegliati dal nostro vociare. Nessuno ha sentito o visto nulla di sospetto, nessuno riconosce quel cadavere.
«Bella gatta da pelare Bonetti – mi dice il maresciallo –, che ne pensi? Potrebbe essere un suicidio o il tentativo mal riuscito di arrampicarsi sui muri della chiesa?».
«Non saprei – gli rispondo –, mi sembra troppo lontano dalla parete e poi non sappiamo le cause del decesso. Difficile trarre conclusioni in questo momento e serve ad entrambi un buon caffè».
I curiosi aumentano esponenzialmente, tutti con il cellulare; qualcuno addirittura intento a scattarsi selfie con la statua di Leone e l’uomo a terra. «Via via circolare! Non c’è nulla da vedere» urlo agitando la paletta d’ordinanza. Si sentono uno, due, tre soffi cupi come di una fiamma a gas, un suono inconfondibile per chi abita da queste parti. Infatti alzo gli occhi al cielo e vedo una mongolfiera a picco su di noi e poi un’altra poco più in là. Per i loro occupanti la giornata è iniziata sicuramente meglio.