Sabato 28 settembre 2024 ore 15.
Il palco è montato nella piazzetta di fronte alla ormai abbandonata stazione ferroviaria. Io sono in grande uniforme, quella con il pennacchio come cantato anche da De Andrè. Con me seduti in prima fila i colleghi che hanno partecipato all’indagine e la mia famiglia. Presente anche la Banda musicale “Giovanni Alesina”. Il sindaco, con fascia tricolore, è emozionato, forse più di me. Uno schermo gigante ad alta luminosità è lì a fianco proprio dove, mi raccontano, un tempo si giocava alle bocce. Alle 15.30 è previsto un collegamento video direttamente con il Quirinale. Il sindaco prende la parola e inizia ringraziando l’Arma per l’ottimo lavoro svolto e la costante vicinanza al paese e ai suoi abitanti.
«Mai avrei immaginato – continua – Carrù teatro di fatti criminali così efferati, ma la vostra bravura e dedizione ha permesso, in pochi giorni, la risoluzione di un caso di rilevanza internazionale (un lungo applauso lo interrompe). Da quando Carrù è diventata la Città dei Presidenti, il flusso turistico è molto aumentato e con esso le attività economiche ad esso collegato. Stiamo vivendo un periodo fortunato, per certi versi ancora migliore di quello vissuto negli anni ‘80 e ’90 del secolo scorso. I finanziamenti (e ti pareva che non parlasse di soldi… nota di Bonetti) ottenuti dalla Regione e dalla Comunità europea ci hanno permesso di realizzare le 11 statue dei Presidenti e recuperare l’edificio della nuova Scuola materna adibendolo a Museo “della memoria” della storia repubblicana. Il primato di Carrù è quello di aver dato i natali a Luigi Einaudi, primo Presidente eletto come previsto dalla Costituzione italiana, che lo vedeva per altro tra i firmatari. Su questo primato stiamo provando a costruire un futuro migliore per il nostro paese e per i suoi abitanti. Sono parole molto simili a quelle che esattamente 150 anni fa deve aver pronunciato l’allora sindaco per l’inaugurazione della linea ferroviaria BraCeva, alla fermata del primo treno proprio qui a pochi metri. Senza immaginare che probabilmente tra le persone ad ascoltarlo c’era anche la famiglia Einaudi con il piccolo Luigi in braccio».
«Complimenti per il discorso, signor sindaco». La voce del Presidente Mattarella, che evidentemente ascoltava da un po’, ci coglie di sorpresa. Un attimo dopo lo vediamo sullo schermo, seduto alla sua scrivania, tra il tricolore e la bandiera europea. Tutti si alzano in piedi e noi militari scattiamo istintivamente sull’attenti. «Sono lieto – continua il Presidente – di essere presente, sia pure a distanza, per congratularmi con l’Arma e con tutto il paese. Voi date lustro e prestigio all’Italia che lavora onestamente e con impegno. Per questo in deroga ad ogni protocollo ho l’onore di conferire personalmente un encomio solenne a tutti i Carabinieri che hanno svolto con grande dedizione il loro compito. Ho qui l’elenco e ci tengo a citarvi tutti in ordine alfabetico, a partire dal Carabiniere scelto Bonetti Anna Maria…
P.S. ma la statua del Presidente Mattarella dove la metteremo?