Un romanzo per trasformare Carrù in una meta turistica e culturale.




Le supposizioni di Bonetti, il nostro carabiniere-narratore in servizio presso la stazione di Carrù, vengono prese in conderazione dal sostituito procuratore. Il cadavere di Giovanni Leone potrebbe essere stato “scaricato” su Carrù da un drone impiegato sulle rotte del narcotraffico. Forse dopo essere stato ucciso. Intanto, i coniugi Rivetti che quel giorno volavano in mongolfiera lì vicino, potrebbero non aver detto tutto quello che sanno..

Venerdì 26 luglio ore 10,07.

La nota positiva è che tutte le troupe Tv con relativi giornalisti hanno abbandonato il paese, la nota negativa è che si muore di caldo e a breve dobbiamo uscire in servizio. Arriva in visita a Carrù un gruppo di diplomatici finlandesi con tanto di ambasciatore e dobbiamo accoglierli, insieme al sindaco all’eliporto di San Pietro. Sono sicuro che oltre a rendere omaggio alle statue dei Presidenti, non mancheranno di gustarsi, nonostante il clima, un bel piatto di bollito. Il telefono squilla, è il sostituto procuratore Assunti che chiede di parlare con il maresciallo Bresciano.

Dopo pochi minuti Bresciano mi chiama nel suo ufficio dove, in vivavoce, ascoltiamo le nuove informazioni che il sostituto procuratore ci fornisce. «Finalmente abbiamo un riscontro dalla capitaneria francese – ci spiega –. Circa un mese fa, poco dopo l’alba, durante un’operazione di recupero di un gommone in avaria con due persone a bordo al largo di Cannes, hanno visto quello che sembra proprio il nostro drone. Pare che sia atterrato su un grande yacht, sicuramente in acque internazionali, con un carico sulla “pancia”, per ripartire pochi minuti dopo in direzione nord est con un carico apparentemente più piccolo. Lì per lì pensarono a un “giocattolo tecnologico” di qualche riccone usato per un semplice rifornimento di viveri. Infatti non ne parlano nel verbale e non ricordano quale bandiera “battesse” lo yacht, d’altronde erano impegnati in un’operazione di salvataggio. Alla luce delle informazioni che abbiamo inviato e a seguito dell’incontro con il capitano Ligesti hanno ritenuto opportuno avvisarci. Bonetti, mi sa che la sua intuizione era corretta», continua il sostituto procuratore.

«Il drone partiva con il suo carico di “pastiglie” dalla Svizzera e, grazie al sistema avanzato di guida automatica, arrivava in mezzo al mare, scaricava il carico e ripartiva con i contanti. Probabilmente il pagamento anticipato per il volo successivo. Sembra che la mattina del 21 luglio, mentre sorvolava Carrù, qualcosa sia andato storto. Non ci resta che capire come mai».

«Molto bene dottor Assunti – intervengo “orgoglioso” –, speriamo che i coniugi Rivetti e in particolare la signora Graziella sappiano darci ulteriori elementi».

«A tal proposito – riprende il procuratore – ho richiesto un mandato di comparizione con procedura di urgenza e si presenteranno da voi in caserma domani mattina. Nel frattempo proviamo anche a cercare quel maledetto drone, ma non vi nascondo che brancoliamo nel buio».

Salutiamo ringraziando, mentre l’appuntato ci avvisa che il sindaco è già all’eliporto che ci aspetta. Qualcuno sa come si pronuncia “benvenuti a Carrù” in finlandese?